Il biodiesel

La ricerca e sviluppo sui biocarburanti alternativi è così avanti e sicura che diventa una vera realtà alternativa ai combustibili fossili,sistemi e tecnologie che fino a ieri erano a disposizione solo alle grandi industrie,oggi "con noi" sono alla portata anche delle piccole imprese a costi accessibili.

 

 

Al contrario del gasolio, il biodiesel è costituito da un centinaio di composti chimici, le proprietà del biocarburante sono solitamente influenzate dalle differenti composizioni dei vari alchilestri presenti dall'olio di partenza, che ne modificano le proprietà stesse del carburante.

Quindi per biodiesel si intendono svariate miscele differenti di esteri, che a volte presentano sensibili variazioni di performance.

La composizione e qualità del biodiesel è quindi dipendente dal tipo di seme e/o olio di partenza e riveste un ruolo molto importante anche il processo di trasformazione. Tenendo conto che esiste una leggera differenza tra biodiesel per uso cambustibile in centrali termiche, con normative Italiane, UNI 10947 e per uso "carburante" in autotrazione UNI 10946.

 

Cos'è

 

​Il biodiesel è costituito da una miscela di esteri monoalchilici di acidi grassi a catena lunga.

Il biodiesel può sostituire il diesel fossile nei motori per autotrazione senza bisogno di modifiche. Infatti:

•la viscosità cinematica del biodiesel è paragonabile a quella del diesel minerale;
•il flash point del biodiesel è più elevato rispetto a quello del biodiesel minerale(stoccaggio sicuro);
•numero di cetano più elevato (migliore accensione a freddo).

 

 

Sintesi del biodiesel

Gli esteri monoalchilici vengono tradizionalmente prodotti mediante transesterificazione (alcoolisi) dei trigliceridi (in genere oli o grassi vegetali) con un alcool (metanolo), in presenza di un catalizzatore (in genere NaOH).
La reazione non è irreversibile, dunque si opera abitualmente in eccesso di alcool per spostare l’equilibrio verso i prodotti. L’alcool in eccesso al termine del processo viene separato.
Gli esteri monoalchilici e la glicerina (che è il co-prodotto della reazione) costituiscono due fasi liquide immiscibili, facilmente separabili.

Biodiesel di I generazione

Il biodiesel ricavato da oli/grassi vegetali è definito biodiesel di I generazione.

L’impiego del biodiesel di I generazione presenta diversi aspetti positivi.

•E’ ottenibile da fonti rinnovabili.
•Riduce la dipendenza dagli approvvigionamenti di petrolio.
•E’ biodegradabile e non tossico.
•L’emissione netta di CO2 (un gas serra) è ridotta, in quanto la quantità di CO2 rilasciata nel corso della combustione del biodiesel è di poco superiore a quella assorbita dalle piante oleaginose (utilizzate per produrre oli e grassi) nel corso della fotosintesi.
•Nel corso della combustione del biodiesel non vengono emessi SOx.
•Anche le emissioni di particolato , aromatici e Nox sono ridotte.

Oli vegetali impiegati per la produzione di biodiesel
Gli oli vegetali caratterizzati da un moderato contenuto di residui di acidi grassi insaturi, come gli acidi oleico (C18:1) e linoleico (C18:2), (colza, girasole, soia, mais, ecc.) assicurano facilità di combustione e buona stabilità ossidativa del biodiesel prodotto.

Un’eccessiva concentrazione di residui di acidi saturi a catena lunga, come gli acidi palmitico (C16:0) e stearico (C18:0) determina un punto di congelamento troppo elevato.

Al contrario, un’aliquota eccessiva di residui di acidi fortemente insaturi come l’acido linolenico (C18:3) determina l’abbassamento della stabilità ossidativa del biodiesel.

Impiego di oli residuali

In Italia vengono prodotte oltre 250.000 ton/anno di oli residuali. Il loro impiego per la sintesi di biodiesel può offrire un’alternativa al biodiesel di I generazione.

Gli oli residuali vanno pretrattati (filtrazione, decantazione) per rimuovere il particolato solido ed altre impurezze.
La presenza di elevate concentrazioni di acidi grassi liberi (prodotti dall’idrolisi dei trigliceridi) impedisce l’impiego di catalizzatori alcalini, che reagirebbero con gli acidi generando dei sali, che provocano la formazione di schiume. Infatti, i sali si sciolgono nella glicerina, riducendone il valore, mentre le schiume rendono problematica la separazione del biodiesel dalla glicerina, abbassando le rese del processo.

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- La BioDiesel100 si occupa da svariati anni di ricerca e sviluppo nell'ambito delle bioenergie alternative,vanta varie collaborazioni con istituti ed industrie nazionali nell'ottimizzazione e applicazione di nuove tecnologie per la conversione è riciclo delle biomasse in biocarburanti alternativi.